8 marzo - festa della donna
confessioni di un porco maschilista
Una festa svilita d'ogni significato, diciamocelo, tranne che per il
veterofemminismo deteriore, quello della rabbia distorta e della vendetta
contro l'uomo (quasi scomparso, per fortuna). L'Italia è cresciuta,
magari lentamente, magari un po' storta, ma è cresciuta. e potrebe
fare a meno dell' 8 marzo. Bisognerebbe rendersene conto, invece che
dar soldi ai venditori abusivi di minose. E dunque, come accogliere
benevolmente una lettera che ti dice "Solo noi donne conosciamo
l'alito del mostro"?
Traduco, e vi spiego il mio dissenso: " Solo noi donne conosciamo
veramente la paura della violenza e dello stupro.Per questo solo noi
possiamo esprimere riflessioni profonde e soluzioni per il problema
in questione. Gli altri(gli uomini) stiano zitti. Non sanno e non possono
parlare. Anche perché sono loro gli artefici di quella violenza".
E io dissento!
Punto 1. "Noi donne". Non ricordo mai di aver sentito un
maschietto far fronte comune contro l'altro sesso dicendo: noi uomini.
E credo che sia un punto a nostro favore. Una violenza (linguistica)
in meno.
Punto 2: " solo noi conosciamo l'alito del mostro....". E
i bambini ( maschietti e femminucce)? A quelli non pensate "voi
donne"?"A quei ragazzini vittime equamente di padri e madri
che li buttano sulla strada a far soldi? A quei poveri bambini nostri
sempre in pericolo non solo di violenza fisica, ma addirittura di traumi
psichici che inficeranno permanentemente la loro personalità?
"Ma noi ci pensiamo in quanto madri!". Siiiìì?
E perché non ripensate in manera diversa la festa della mamma
(dolce cara mammina, quando diventi madre coraggio?)o la festa dei figli
( tanti regali e pochissime carezze), o la festa della famiglia (ridere
e giocare insieme senza far l'eterna lite con il maschio per decidere
dove si va stasera) o la festa di quel povero scemo del marito ( normalmente
riempito di corna con il migliore amico e sputtanato davanti a tutte
le conoscenti)? E non rispondete, come d'abitudine: " E' sempre
festa, per l'uomo". Vi scordate le carceri, dove centinaia di ragazzini
subiscono violenza? Vi scordate gli eserciti, dove milioni di giovani
sono vittime di stupri fisici e mentali di cui non avete neppure idea?
" SOLAMENTE NOI DONNE" mi fa imbestialire come una iena. Sembra
che gli uomini tutti ( bimbi, anziani, bonzi tibetani e seguaci ghandiani
compresi) siano LA VIOLENZA personificata.
E mi ricordo, invece, un tenero, delicatissimo e divertente film, FULL
MONTY, che ho apprezzato particolarmente perché, in quel momento,
stavo vivendo una condizione analoga. Un uomo senza lavoro, con una
compagna che lo sta abbandonando, un uomo che subisce la VIOLENZA tremenda,
incancellabile, diurna e notturna, della mancanza di un ruolo nella
società. Un uomo pestato come un sacco dalla vita. Che non può
neanche urlare "NOI UOMINI", perché sarebbe patetico
"Noi uomini!", e giù risate e sghignazzi. Ma li vedete
i vostri compagni quando sfilano in corteo? Non urlano " Noi contadini,
noi operai, noi bancari" ma "i contadini, gli operai, i bancari",
a voler allargare il senso del disagio a tutta la classe. E voi, invece,
"NOI DONNE". Manco "Noi donne Italiane" o di Forlì,
ché è lo stesso. "NOI DONNE", e via. NOI DONNE
non è "per "qualcosa, ma "contro" qualcuno.
Vorrei che guardaste di più gli occhi del vostro uomo, quando
torna a casa, pestato e stuprato dal capufficio, dal padrone, dallo
Stato, e anche dalle colleghe che lo trattano come un miserabile perché
non ha il Mercedes ( mentre voi un imbecille che vi guarda il sedere
lo trovate comunque. E finché non allunga le mani, può
anche essere una ingenua gratificazione, magari un po' volgarotta ma
innocua). Vorrei che guardaste il vostro figlioletto costretto a competere
con i modelli che voi gli date (Superman, per intenderci) mentre piange
perché perché ha preso tre in storia, o il vostro ragazzo
avvilito perché la più carina della scuola lo ha mandato
malamente a farsi un bagno. Vorrei che li guardaste negli occhi, i vostri
uomini. NOI DONNE non significa nulla. NOI UMANITA', forse, significa
ancora qualcosa.