LA DROGA, LA GALERA E I GIORNALISTI INFAMI
Franco Califano privé: riflessioni sulla vita, la solitudine,
i valori veri, le cazzate, i giorni della prigione e "chi si ritira
dalla lotta è un gran fijo de 'na mignotta". Dal libro "Il
cuore nel sesso", Castelvecchi editore, in uscita...
Libertà e solitudine sono una cosa sola.
Ho fatto questa scelta per vivere al massimo. Senza rete. Solo se macini
mille esperienze come un treno riesci a conoscere la vita. Molto probabilmente,
se non avessi avuto la musica, sarei partito per chissà quali avventure.
Alla ricerca di me stesso.
Per qualche tempo sono andato alla comunità di recupero tossicodipendenti
"Incontro", di Don Pierino, un amico vero. In questo posto mi
capita di parlare con dei ragazzi in cura il cui vero problema è
di non avere niente da raccontare. Storie di droga vissute da chi non
ha nessuna storia. Incredibile.
Io di cazzate ne ho fatte in tutti questi anni, ma non sarei mai arrivato
al buco. Perché la vita è come la famosa réclame
dell'Aids: se la conosci la eviti; cioé, se sai dove stai andando,
sei tu a fregarla, non lei a te. Ma per conoscerla devi avere confidenza
con la strada, perché i valori veri si trovano ovunque, anche in
mezzo a dei lenzuoli sporchi.
Nei giorni che ho passato in galera, per esempio, ho trovato una pace
interiore che non ho respirato mai più. In carcere gli esaurimenti
nervosi non li ho mai visti, così come la depressione. Chiaramente
mi riferisco a detenuti diversi dagli abituali, ai quali, cioé,
può capitare un'eventualità del genere.
La persona tipo me si trova davanti a un bivio: impazzire o farsene una
ragione. Che voleva dire tirare fuori il meglio anche dal peggio, cosa
che riesce solo se si ha una grande esperienza di vita.
Così in quel periodo ho pensato di arricchire la mia anima. E a
volte è stato pure facile. Quando sei "dentro" ti gestisci
come vuoi, ti alzi quando ti pare, raggiungi una sorta di serenità.
In pratica esci più ricco, sai più cose di te e sei pronto
a prendere tutto di petto.
Il guaio vero è proprio la vita "di fuori", il casino,
il traffico, l'indifferenza, e la cosa peggiore, l'ipocrisia.
Provate la mattina, dopo esservi accuratamente guardati dentro, a mettervi
in coda sul Grande Raccordo Anulare, col tizio della macchina accanto
che si legge lo sport col giornale sul volante. Peggio di così.
Il G.R.A. è una metafora del mondo, ce trovi i quattro quinti dell'umanità.
Vedi delle realtà mostruose, delle storiacce. La stessa cosa di
quando si va in vacanza in macchina e ci si ritrova tutti in fila, tutti
uguali. Hai voglia a farti l'auto più bella o a scegliere luoghi
di villeggiatura più "à la page" (se dice così,
no?).
La sostanza non cambia. Per questo voglio farvi riflettere.
Cambiare le cose è possibile.
Bisogna saper vivere con gli altri e per fare questo ci si deve conoscere
in profondità. Ogni occasione è buona. Il premio in palio
è il diritto alla nostra libertà. Come si dice, chi si ritira
dalla lotta è un gran fijo de 'na mignotta, no?
Bisogna sempre lottare contro i sentimenti, contro la gente, ma soprattutto
contro il sistema. Un sistema che ha sempre provato a schiacciarmi, come
musicista e anche come uomo.
Quante persone, nei miei stessi panni ma senza i miei mezzi, stanno ancora
pagando la stronzaggine di un giudice o la cattiveria delle persone.
Ero finito in un processo assurdo, montato per chiudere il caso Cirillo.
Volevano abolire anche gli arresti domiciliari, invece li ho fregati:
dalla casa dove ero rinchiuso ho inciso un disco, "Impronte digitali".
Un successo.
Alla fine sono stato assolto perché "il fatto non sussisteva".
Ma di tutti i giornalisti infami che avevano scritto pagine e pagine per
sputtanarmi quand'ero imputato, se ne fosse visto uno quando si è
trattato di parlare della mia innocenza.
Vi dico tutto questo per chiarire che la vita l'ho vissuta sul serio sulla
mia pelle.
Non faccio il "maestro" perché ho scritto delle canzoni
famose, ma perché conosco bene quello che racconto.
I ricordi di un'esistenza che non regala solo gioie, di una società
che combatte la violenza a colpi di violenza, la retorica a colpi di retorica.
Solo il sesso non è spiegato a colpi di sesso, ma di teorie.
Per tutte queste cose grazie alle quali ho raggiunto la mia libertà
nella solitudine, quando arriverà la mia ora (e me gratto li cojoni),
potrò dire "finalmente"!
Califfo Index
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