Teoria del telefono
La Teoria del Telefono nasce con l'intento di analizzare il rapporto
alquanto particolare (talvolta morboso) che le femmine italiane hanno
con il telefono.
In particolar modo la Teoria del Telefono analizza 2 fenomeni particolari:
1) L'importanza fuori dal normale attribuita dalle femmine italiane
al telefono, considerato non alla pari di un qualunque elettrodomestico
(ad esempio il citofono o il frullatore), ma come un qualcosa di vitale
importanza, alla pari di un peace-maker per un malato di cuore. Questo
fenomeno pu essere ricondotto alla necessit tipica della femmina italiana
di chiacchierare ed inciuciare con le proprie amiche.
Motivi principali alla base di questo fenomeno:
- essendo prive di interessi le femmine italiane non hanno altro modo
di impiegare il proprio tempo libero se non al telefono ( = impiego futile
ed inutile).
- il telefono un vile strumento particolarmente adeguato per dare libero
sfogo agli inciuci, all'invidia, alle menzogne, e alle calunnie, sentimenti
molte volte a lungo repressi che possono pi facilmente essere manifestati
unilateralmente quando non si parla a quattr'occhi con qualcuno.
- essendo completamente dipendenti dagli altri negli spostamenti, l'unico
mezzo per "incontrarsi" e comunicare diventa lo strumento meno adatto,
cio il telefono, uno strumento ideato per comunicazioni urgenti e di
servizio e non per chiacchierare.
Conseguenze inevitabili di questo fenomeno sono:
- diffusione spropositata ed abuso nell'utilizzo di telefoni cellulari,
ideati esclusivamente per le necessit di lavoro, e prevalentemente utilizzati
dalle femmine per diletto e come status-symbol.
- anche dopo l'arrivo dei cellulari, i telefoni pubblici sono costantemente
occupati per conversazioni inutili, rendendo indisponibile un servizio
pubblico.
- spese incredibili in telefonate (bollette e schede), spesso a carico
di chi non le fa, cio dei genitori, per soddisfare un'esigenza inutile
delle figlie femmine.
2) Il secondo fenomeno costituito da un comportamento altrettanto
ingiustificato delle femmine italiane che attribuiscono un falso significato
alla "concessione" del proprio recapito telefonico. Esso rappresenta in
realt un semplice dato che la Telecom mette a disposizione di tutti pubblicando
un elenco annuale degli abbonati, ma nella visione femminile distorta
"concedere" il numero equivale a dire "adesso sei in possesso della mia
password, sei privilegiato rispetto agli altri". La situazione normale
dovrebbe essere la seguente: il ragazzo, conosciuta una femmina, avendo
piacere di telefonarle, cerca il suo numero di telefono sull'elenco, o
se lo procura da qualche amica. Invece in realt accade che: il ragazzo,
conosciuta una femmina, avendo piacere di telefonarle, deve elemosinare
il numero di telefono che la ragazza concede o non, sentendosi al centro
di un attenzione che non c'.
Motivi principali alla base di questo fenomeno:
- considerazione e autoconvinzione che una telefonata ricevuta da un ragazzo
nasconda un interessamento che va al di l dell'amicizia, indipendentemente
dal contenuto della telefonata.
- necessit di allungare i tempi del corteggiamento: sia nel caso in cui
il ragazzo piaccia, per mantenere le distanze e ritardare inutilmente
la conclusione; sia nel caso in cui non piaccia, perch comunque alla
femmina italiana piace essere corteggiata (da chiunque).
- possibilit di vantarsi con le amiche (la sera e al telefono) per le
telefonate ricevute dai ragazzi durante la giornata, di qui il concetto:
chi riceve pi telefonate pi ambita e le amiche la invidiano. Conseguenze
di questo fenomeno:
- equivoci suscitati da una semplice richiesta di recapito telefonico
("mi ha chiesto il numero di telefono quindi mi sta appresso..."). - difficolt
a conversazioni di pura amicizia tra uomo e femmina, contaminate sempre
da false convinzioni che fanno comunque apparire l'uomo in cerca di qualcosa
in pi.
- le uniche telefonate che le femmine ricevono da uomini sono di uomini
distrutti che gi sanno il significato che sar dato alla loro telefonata.
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